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Lo Zibibbo Serragghia di Giotto Bini è un vino bianco aromatico vinificato secco. Figlio di una terra selvaggia, è la perfetta sintesi tra macerazione e finezza aromatica, tra una trama giustamente tannica e agilità tagliente, tra beva e un finale lunghissimo. Un vino di struggente bellezza. Tutto il processo di vinificazione, senza alcuna aggiunta di prodotti chimici, si svolge in una anforaia a cielo aperto, dove l’uva diraspata e pigiata viene messa a macerare sulle bucce e fermentare in dolie da 220 lt interrate nel tufo. La fermentazione è lenta e dura più di 20 giorni. La svinatura avviene a fine inverno ed il vino rimane nelle dolie sino a primavera. Poi viene affinato prima in anfora e quindi in bottiglia senza nessun utilizzo di SO2.
L’Azienda Agricola Serragghia nasce grazie al colpo di fulmine di Gabrio Bini nei confronti dell’isola di Pantelleria. In particolare per la selvaggia Serraglia, Contrada situata a 330 metri sul livello del mare, battuta dal sole e dal vento. Gabrio, architetto di origine Fiorentina e Milanese di adozione, decide di intraprendere questo progetto iniziando con una produzione di capperi, poi con la viticoltura. Pochi ettari vitati, tutti coltivati secondo la tradizionale tecnica dell’Alberello Pantesco, l’unica in grado di sopportare il vento.
Gabrio capisce fin da subito che l’unica strada possibile da percorrere è quella “naturale” e la percorre fino in fondo, quando nel 2006 sperimenta la prima vinificazione di zibibbo.
Pantelleria è un’isola da cui tutto viene strappato a fatica, e forse per questo è una sfida che vale.
In un’isola in cui ormai pochi seguono un’agricoltura rispettosa dell’ambiente circostante, Serragghia ha dato il nome a prodotti della tradizione, ma trasfigurati dalla grande passione per un’agricoltura senza forzature. Infatti in vigna non viene utilizzato né zolfo né rame.
L’unico aiuto alla terra sono due cavalli che durante il periodo invernale vengono lasciati liberi di scorrazzare tra le vigne, per concimare e “potare” a loro piacimento.
Oggi Giotto, il figlio di Gabrio, ha preso in mano le redini dell’Azienda insieme al padre. La filosofia è rimasta fedele agli albori, solo con un paio di ettari di vigna in più.
Tutti i vini di Giotto e Gabrio Bini sono il risultato di fermentazioni spontanee avvenute in anfore spagnole interrate nel tufo e di lunghe macerazioni insieme alle proprie bucce, inoltre non viene aggiunta solforosa in nessuna fase della vinificazione. Alla fine, quando il vino risulta “stabile”, viene imbottigliato in bottiglie lunghe e strette caratterizzate tutte da un’etichetta a forma di freccia, riconoscibile a chilometri di distanza. Si tratta una scultura di un metro e 80 realizzata da Gabrio e fotografata alcuni anni dopo dalla moglie.
Nome del vino: Serragghia
Annata: 2023
Denominazione: Terre Siciliane IGP
Provenienza: Italia-Sicilia
Vitigni: Zibibbo
Suolo: Vulcanico sabbioso
Età media del vigneto: 60 anni
Estensione e tipo d’impianto: Alberello Pantesco
Vinificazione e affinamento: Tutto il processo di vinificazione, senza alcuna aggiunta di prodotti chimici e SO2, si svolge in una anforaia a cielo aperto, dove l’uva diraspata e pigiata viene messa a macerare sulle bucce e fermentare in dolie da 220 lt interrate nel tufo. La fermentazione è lenta e dura più di 20 giorni. La svinatura avviene a fine inverno ed il vino rimane nelle dolie sino a primavera. Poi viene affinato prima in anfora e quindi in bottiglia senza nessun utilizzo di SO2.
Grado alcolico: 12,5%
Formato: 75 cl
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