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Barolo Piè Rupestris 2020 Cappellano

Altre caratteristiche

Questo Barolo è un inno alle Langhe, un'icona della famiglia Cappellano, rimasta legata al concetto di vini sani, da attendere con pazienza, secondo la filosofia di quello che dovrebbe essere il vero Barolo. Un secolo e mezzo di storia e 4 ettari, siti a Serralunga d'Alba, coltivati senza l'uso di sostanze chimiche o di sintesi, da sempre.

Il Piè Rupestris proviene da uno dei più prestigiosi cru di Serralunga d'Alba, il Gabutti. Le uve di Nebbiolo arrivano da viti di oltre 60 anni di età, e l'estensione della parcella è di soli 1,5 ettari. Dopo la raccolta manuale dei grappoli, con accurata cernita degli stessi, le uve vengono portate in cantina per la diraspapigiatura, e successivamente il mosto fermenta spontaneamente solo tramite lieviti indigeni.  Il vino riposa successivamente per circa 18 mesi in botte grande.

Il suo colore è granato intenso. Naso stratificato e austero, la cui compattezza inizialmente potrebbe intimidire. Un pò di pazienza, ed eccolo rilasciare note di liquirizia, rosa canina e viola, sempre con cenni discreti. L'evoluzione intensifica e amplia il profilo aromatico con richiami al sottobosco, al goudron, e al cuoio. Al sorso si rivela un vero e proprio monumento, con una materia fittissima in cui freschezza, sapidità e tannino si sposano perfettamente. Lunghissima persistenza, non solo in bocca ma anche nella memoria.


La storia della cantina Cappellano inizia nella seconda metà del XIX secolo, esattamente nel 1870. Fu in quell'anno, infatti, che il notaio Filippo Cappellano, ricco possidente dell'Albese, fondò l'azienda, accorpando un patrimonio che arrivava a contare ben sessanta ettari di terreno interamente coltivato a vite.
Successivamente gli subentrò il figlio Giovanni, enologo, il quale si occupò di ristrutturare la cantina e poi Giuseppe, farmacista, che inventò, invece, le gelatine d'uva e, a partire da una ricetta segretissima, il Barolo Chinato, tutt'ora un monumento dell'enologia italiana.
Dopo la morte di Giuseppe, avvenuta nel 1955, il grande patrimonio di famiglia venne frammentato e disperso. Solo alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, Teobaldo Cappellano, nato e cresciuto in Eritrea e tornato, in seguito, a Serralunga, decise di riappropriarsi del marchio Cappellano e di ricostruire la cantina, a partire da soli cinque ettari di vigneto.
Anarchico, sognatore e anticonformista, Teobaldo riuscì con grandi sacrifici a ricostruire il nome dei Cappellano, puntando su piccole produzioni e su un'altissima qualità. Da questa coraggiosa scelta, è oggi il figlio Augusto, quinta generazione della famiglia, a proseguire la gloriosa tradizione vitivinicola della famiglia Cappellano, guidando l’azienda con passione e competenza.
Tra i filari, seguendo le tradizioni di famiglia, Augusto non fa uso né di diserbanti sistemici e né tanto meno di prodotti chimici, ma al contrario ha scelto la strada dell'agricoltura biologica, nel rispetto della natura e del territorio.
Per scelta di Augusto, poi, i vini della cantina Cappellano non sono presenti sulle guide e non vengono forniti in assaggio ai critici: si preferisce, infatti, che a parlare siano la qualità e l’incredibile personalità delle bottiglie.


Caratteristiche

  • Nome del vino: Otin Fiorin Piè Rupestris

  • Annata: 2020

  • Denominazione: Barolo docg

  • Provenienza: Italia-Piemonte

  • Vitigni: Nebbiolo

  • Età media del vigneto: 60 anni

  • Estensione e tipo d’impianto: 1,5 ha

  • Vinificazione e affinamento: Le uve di Nebbiolo arrivano da viti di oltre 60 anni di età, e l'estensione della parcella è di soDopo la raccolta manuale dei grappoli, con accurata cernita degli stessi, le uve vengono portate in cantina per la diraspapigiatura, e successivamente il mosto fermenta spontaneamente solo tramite lieviti indigeni.  Il vino riposa successivamente per circa 18 mesi in botte grande.

  • Grado alcolico: 14,5%

  • Formato: 75 cl