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Barolo Chinato Cappellano

Altre caratteristiche

Barolo Chinato e Cappellano sono due nomi legati a doppio filo dalla storia di questo pregiato vino dolce speziato, nato nella seconda metà dell’Ottocento da un'intuizione di Giuseppe Cappellano, farmacista di Serralunga d’Alba. Un tempo consumato come rimedio per il raffreddore e i malanni stagionali, oggi è considerato una grande specialità del territorio. 

Il Barolo Chinato Cappellano nasce da Barolo DOCG sottoposto a macerazione di diverse spezie come la corteccia di China calisaia e la radice di rabarbaro e genziana, con aggiunta di alcol etilico. La ricetta precisa non viene svelata della cantina ed è rimasta segreta ancora oggi, a conferma di una tradizione di famiglia da proteggere e perpetuare negli anni. Dopo la speziatura il vino rimane ad affinare per circa 12 mesi in botti di rovere prima dell’imbottigliamento.

 Si tratta di una bottiglia importante da meditazione, ma anche il compagno perfetto da abbinare al cioccolato fondente o a dolci a base di cacao. 


La storia della cantina Cappellano inizia nella seconda metà del XIX secolo, esattamente nel 1870. Fu in quell'anno, infatti, che il notaio Filippo Cappellano, ricco possidente dell'Albese, fondò l'azienda, accorpando un patrimonio che arrivava a contare ben sessanta ettari di terreno interamente coltivato a vite.
Successivamente gli subentrò il figlio Giovanni, enologo, il quale si occupò di ristrutturare la cantina e poi Giuseppe, farmacista, che inventò, invece, le gelatine d'uva e, a partire da una ricetta segretissima, il Barolo Chinato, tutt'ora un monumento dell'enologia italiana.
Dopo la morte di Giuseppe, avvenuta nel 1955, il grande patrimonio di famiglia venne frammentato e disperso. Solo alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, Teobaldo Cappellano, nato e cresciuto in Eritrea e tornato, in seguito, a Serralunga, decise di riappropriarsi del marchio Cappellano e di ricostruire la cantina, a partire da soli cinque ettari di vigneto.
Anarchico, sognatore e anticonformista, Teobaldo riuscì con grandi sacrifici a ricostruire il nome dei Cappellano, puntando su piccole produzioni e su un'altissima qualità. Da questa coraggiosa scelta, è oggi il figlio Augusto, quinta generazione della famiglia, a proseguire la gloriosa tradizione vitivinicola della famiglia Cappellano, guidando l’azienda con passione e competenza.
Tra i filari, seguendo le tradizioni di famiglia, Augusto non fa uso né di diserbanti sistemici e né tanto meno di prodotti chimici, ma al contrario ha scelto la strada dell'agricoltura biologica, nel rispetto della natura e del territorio.
Per scelta di Augusto, poi, i vini della cantina Cappellano non sono presenti sulle guide e non vengono forniti in assaggio ai critici: si preferisce, infatti, che a parlare siano la qualità e l’incredibile personalità delle bottiglie.


Caratteristiche

  • Nome del vino: Barolo Chinato

  • Provenienza: Italia-Piemonte

  • Vitigni: Nebbiolo

  • Età media del vigneto: 60 anni

  • Estensione e tipo d’impianto: 1,5 ha

  • Vinificazione e affinamento: Il Barolo Chinato Cappellano nasce da Barolo DOCG sottoposto a macerazione di diverse spezie come la corteccia di China calisaia e la radice di rabarbaro e genziana, con aggiunta di alcol etilico. La ricetta precisa non viene svelata della cantina ed è rimasta segreta ancora oggi, a conferma di una tradizione di famiglia da proteggere e perpetuare negli anni. Dopo la speziatura il vino rimane ad affinare per circa 12 mesi in botti di rovere prima dell’imbottigliamento.

  • Grado alcolico: 17,5%

  • Formato: 75 cl