11 giugno 2020 Cantine

Ca’ dei Zago: il prosecco che non ti aspetti

Siamo a Valdobbiadene, cuore pulsante della produzione di prosecco. Lo so… qualcuno sta già storcendo il naso pensando alle migliaia di ettolitri di questa bollicina, destinati in buona parte al mercato estero, ad una produzione in forte espansione, a carattere industriale, allo sfruttamento a volte incontrollato del territorio e alle molteplici sfaccettature negative che contraddistinguono una realtà produttiva incentrata sul profitto e, spesso, un po' meno sulla qualità.

Qui però, siamo di fronte a qualcosa di completamente diverso: una piccola cantina, a conduzione famigliare con una lunga storia alle spalle (nata nel 1924), oggi gestita dalla quinta generazione della famiglia Zago.

Marika Zago e il marito Christian Zanatta hanno intrapreso la scelta coraggiosa e, sicuramente poco comune, di tornare alle origini della viticoltura.

Le vigne, di età compresa fra i 50 e i 60 anni, si estendono su una superficie vitata di circa 6 ettari, divisa in due parcelle differenti, una situata a San Pietro, l’altra al Borgo di Saccol. È un territorio collinare, con un terreno variegato: si passa da aree composte da calcare ad altre con predominanza di sabbia e argilla, incontrando anche molera, marne e arenarie.

La coltivazione del Glera, avviene nel massimo rispetto dell’ambiente e della natura circostante, senza utilizzo di prodotti di sintesi e seguendo rigorosamente i principi dell’agricoltura biodinamica.

In cantina la filosofia non cambia, si procede con tecniche tradizionali: non ci sono autoclavi, il prosecco fermenta spontaneamente con lieviti indigeni in vasche di cemento, si prosegue con la rifermentazione in bottiglia, dopodichè non viene né filtrato né stabilizzato.

Il marchio di fabbrica della bollicina, che dà anche il nome all’etichetta, è il classico fondo derivante dal lavoro svolto dai lieviti e il conseguente deposito dei sedimenti.

Un prosecco fresco e vivace, fortemente identitario che rivela una intensa connessione tra natura, territorio e lavoro dell’uomo.
Una realtà contadina, autentica, che ci regala una bevanda da gustare subito, piacevole al naso e al palato, fine e persistente. Perfetto nelle calde serate estive, da sorseggiare al tramonto per l’aperitivo o con un pasto leggero.

Un esempio ben riuscito di metodo ancestrale; la rifermentazione naturale in bottiglia ci regala un vino semplice e rustico di facile beva che, sorso dopo sorso, rivela croccantezza, raffinatezza e intensità. Sicuramente un must per gli amanti del genere.

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prosecco
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